Centro Primo Soccorso

Tra le attività che l’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana è chiamata a svolgere, vi è il soccorso alle tartarughe marine e ai cetacei. In particolare sulle prime si ripercuotono gli effetti dell’inquinamento marino, con particolare riferimento all’abbandono di buste di plastica e attrezzi da pesca (reti e ami) che vengono ingeriti scambiandoli per cibo.

Il Centro di Primo Soccorso dell’AMP è uno dei nodi presenti nell’Isola, voluti dalla Regione Autonoma della Sardegna, ed ha competenza sulla porzione di mare che va dall’Argentiera e arriva a Bosa, un ampio tratto che va ben oltre i confini della stessa area protetta. La sede del CPS è stata inserita nel piano inferiore della Torre di San Giacomo, in pieno Centro Storico ad Alghero, dove è possibile arrivare direttamente dal mare e sbarcare sul moletto in muratura che si conclude proprio sulla porta della torre. Il Centro ospita due grandi vasche e attrezzature idonee a ricoverare per alcuni giorni le tartarughe che non presentano problemi che richiedono intervento chirurgico, e che si trovano in stato di sofferenza o che necessitano di un periodo di recupero prima di essere reimmesse in mare. Negli anni il CPS ha effettuato numerosi soccorsi, tutti terminati con successo, e quasi tutti su Caretta caretta, la tartaruga marina comune più diffusa in Mediterraneo. Un importante intervento è stato effettuato anche su una Tartaruga Liuto, la più grande conosciuta, del peso stimato in oltre 300 Kg, rinvenuta in area marina protetta avvolta in una matassa di cime che ne impedivano il movimento che avrebbero portato inevitabilmente alla morte.

Altro importante intervento è avvenuto su una stenella striata, delfino diffuso in Mediterraneo, rinvenuto nella baia di Tramariglio in evidente difficoltà. In questo caso si è provveduto al recupero ed al trasporto nel porto di Alghero, dove è stata allestita a tempo di record una grande piscina da giardino riempita di acqua di mare. Qui per diverse ore i tecnici dell’AMP hanno seguito l’evoluzione dell’animale, curato con antibiotici e reimmesso in mare il giorno dopo aver constatato una sorprendente ripresa. Il CPS inoltre interviene anche nel caso di rinvenimento di animali morti spiaggiati. Il caso più importante si è verificato nel febbraio del 2015, quando un capodoglio di oltre 7 metri si è arenato nella spiaggia de Le Bombarde. Il recupero ha coinvolto un gran numero di persone ed enti che hanno consentito l’interramento del cetaceo nell’area esterna di Casa Gioiosa, in attesa che possa esserne recuperato lo scheletro per la musealizzazione.